Vlad Savin

Vlad Savin, Photographer, Melbourne.

Tell us something about what you do.
I’m currently based in Melbourne, Australia. I’ve recently completed my Advanced Diploma in Photography (Commercial Specialisation). Almost all of my collaborations involve working with young, passionate artists from the many different areas of the fashion industry (designers, make-up artists, models, hair stylists etc.). I’m very much into supporting local talent and networking as much as possible.

How did you start to work with photography? When your passion for photography did come about?
Funnily enough, my first encounter with photography was at the age of 14, during a hiking trip back home (Romania). I had taken my mother’s 3 megapixel Kodak, purely for fun… but after a few hours of constantly snapping images of the forests, rivers and mountains, and actively thinking about composition, I realised there may be something more to it than I originally anticipated. Soon after, my mother and I moved to Australia, and I decided to pursue my interest in photography throughout high-school. Initially, I stuck to what I knew best, which was landscape, but after a while I grew tired and a bit uninspired, as I found it difficult to relate to the Australian land-scape. It was soon after this that I began to explore portraiture, particularly fashion. Like most teenagers, I went through my “dark-phase”, where I was heavily involved with alternative industry (goths, punks etc.). Eventually I grew out of it, and began picking up magazines such as Oyster, Culture, V and Wig… and the rest is history. Ever since then, it’s been about perfecting my trade, and working towards becoming a high-fashion photographer.

How would you describe your own style?
My body of work is split into two very distinct aspects. Although both of these aspects are strongly related to my perception of femininity, there is a considerable contrast between them. One deals with the soft, meek, innocent and somewhat naive side of adolescence, and can be seen in my location work, whilst the other is more about strength, composure, determination and sexuality, and that can be observed in my more controlled, studio photography.

 

How do you come up with your ideas or inspirations?
During the first year or so of my involvement with photography, most of my work was based heavily on appropriation. I’m a strong believer in learning through copying, but I also realise that one must eventually use these skills and techniques to communicate one’s own ideas. Nowadays most of my concepts are inspired by my perception of certain aspects of femininity. Particular features fascinate me, and I attempt to emulate them in my imagery. This can also be observed in the way I approach some of my client work as well. At the end of the day, a photographer must sell themselves, their personal style. Technique can be taught to almost anyone.

How much time do you spend on a single project?What kind of project do you prefer to work on?
Projects obviously vary greatly. As a student I have not yet been involved in large productions, and I don’t think I have ever spent more than 2 or 3 days on a concept (including post-processing). In regards to what kinds of projects I prefer to work on, I must say I am fairly open minded. As long as it relates to fashion/portraiture, I’m interested.

What gear and techniques do you use?
My current kit is made up of a Canon 5D MK II with the 24-105mm  f4.0 L series and the 50mm f1.8. I also have a portable lighting kit, including a few accessories such as an octagonal soft box, umbrellas and reflectors. A lot of my studio work is shot with one light, and more often than not, when on location, I tend to work with the natural light (and maybe a reflector). Less is definitely more when it comes to lighting, and one should not over-complicate their set-ups until they have a full understanding of getting as much as possible out of a single light source.

What inspires you?
My main source of inspiration are the people I work with, the young creative minds of the industry. Working with them and sharing in their passion and dedication has a massive influence upon my work. I am also inspired by particular aspects of femininity and fashion.

Who are some of your favorite artist? And why?
I used to reference many artists in my work, but that has stopped happening in the past year or so. Some of my favourite photographers are Steven Meisel, Terry Richardson, Miles Aldridge, Aaron Hawks, Erwin Olaf and Joel Peter Witkin. Meisel for his clean-cut, crisp approach, Richardson for his sexuality and controversy, Aldridge for his use of colours, Hawks for his set-building, Olaf for his control of lighting and approach to concepts and Witkin for his morbidity.

What are your plans in the future? Any upcoming project?
During the next few years I will be studying towards a Master’s Degree in Photography, after which I plan to travel throughout Europe, teaching photography and working commercially in the fashion industry. As for any upcoming projects… where do I even begin?

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[ITA]

Raccontaci qualcosa di quello che fai.
Attualmente sono di sede a Melbourne, Australia. Recentemente ho completato il mio Diploma Avanzato di Fotografia (specializzazione commerciale). Quasi tutte le mie collaborazioni coinvolgono il lavorare con giovani, artisti appassionati provenienti dai più svariati ambiti del settore moda (stilisti, make-up artists, modelle, parrucchieri, ecc.). Mi piace sostenere i talenti locali e di rete, per quanto possibile.
Come hai iniziato a lavorare con la fotografia? Quando la tua passione per la fotografia è arrivata?
Stranamente, il mio primo incontro con la fotografia è stato all’età di 14 anni, durante un’ escursione in patria (Romania). Avevo preso da mia madre una Kodak da 3 megapixel, solo per divertimento… ma dopo alcune ore di continuo scattare immagini di fiumi, foreste e montagne, e pensando attivamente alla composizione, mi sono reso conto che ci può essere qualcosa di più di quanto io ho inizialmente previsto. Poco dopo, mia madre ed io ci siamo trasferiti in Australia, e ho deciso di seguire il mio interesse per la fotografia durante la scuola superiore. Inizialmente, mi sono fermato su quello che conoscevo meglio, cioè i paesaggi, ma dopo sono diventato un po’ stanco e non così inspirato, in quanto ho trovato difficoltà a relazionarmi con il paesaggio australiano. E’ stato subito dopo questo che ho iniziato a esplorare la ritrattistica, particolarmente di moda. Come la maggior parte degli adolescenti, ho passato la mia fase”dark”, dove sono stato pesantemente coinvolto con l’industria alternativa (goth, punk, ecc.). Alla fine sono ne sono uscito, e ho cominciato a raccogliere riviste come Oyster, Culture, V e Wig… e il resto è storia. Da allora, si è trattato di perfezionare il mio mestiere, e cercare di diventare un fotografo di alta moda.
Come descriveresti il tuo stile?
Il corpo del mio lavoro è diviso in due aspetti ben distinti. Sebbene entrambi questi aspetti sono strettamente legati alla mia percezione della femminilità, c’è un notevole contrasto tra di loro. Uno si occupa del lato morbido, mite, innocente e un po’ ingenuo dell’adolescenza, e può essere visto nel mio lavoro di location, mentre l’altro è più sulla forza, compostezza, la determinazione e la sessualità, e che possono essere osservati nel mio più controllato lavoro di studio.
Come vengono fuori le tue idee e ispirazioni?
Durante il primo anno o giù di lì del mio coinvolgimento con la fotografia, la maggior parte del mio lavoro è stato basato molto sullo stanziamento. Sono un forte sostenitore dell’ apprendimento attraverso il copiare, ma mi rendo anche conto che uno deve poi usare queste abilità e le tecniche per comunicare le proprie idee. Al giorno d’oggi la maggior parte dei miei concetti sono ispirati dalla mia percezione di alcuni aspetti della femminilità. Caratteristiche particolari mi affascinano e tento di imitarli nel mio immaginario. Questo può anche essere osservato nel mio modo di approccio con il lavoro per i miei clienti. Alla fine della giornata, un fotografo deve vendere se stesso, il suo stile personale. La tecnica può essere insegnata quasi a nessuno.
Quanto tempo dedichi ad un unico progetto? A che tipo di progetto preferisci lavorare?
I progetti, ovviamente, variano notevolmente. Come uno studente, non ho ancora partecipato a grandi produzioni, e non credo che io abbia mai speso più di 2 o 3 giorni su un concetto (anche di post-processing). Per quanto riguarda a che tipo di progetti preferisco lavorare, devo dire che sono abbastanza aperto. Finché si riferisce alla moda/ritrattistica, mi interessa.
Quali attrezzi e tecniche usi?
Il mio corredo attuale è costituito da una Canon 5D Mk II con il 24-105mm F4.0 serie L e il 50mm f1.8. Ho anche un kit portatile di illuminazione, compresi alcuni accessori come un soft box ottagonale, ombrelloni e riflettori. Un sacco di miei lavori in studio sono realizzati con una luce, e il più delle volte, quando sul posto, tendo a lavorare con la luce naturale (e forse un riflettore). “Meno è decisamente troppo” quando si tratta di illuminazione, e non ci si dovrebbe complicare con la set-up finché non si ha una piena conoscenza delle possibilità che si hanno con un’unica sorgente luminosa.
Che cosa ti ispira?
La mia principale fonte d’ispirazione sono le persone con cui lavoro, le giovani menti creative del settore. Lavorare con loro e condividendo la loro passione e dedizione ha un’influenza enorme sul mio lavoro. Sono anche ispirato da aspetti particolari della femminilità e della moda.
Chi sono alcuni dei tuoi artisti preferiti? E perché?
Ho avuto molti artisti di riferimento nel mio lavoro, ma questo non sta accadendo nell’ultimo anno o giù di lì. Alcuni dei miei fotografi preferiti sono Steven Meisel, Terry Richardson, Miles Aldridge, Aaron Hawks, Erwin Olaf e Joel Peter Witkin. Meisel per il suo clean-cut, l’approccio fresco, Richardson per la sua sessualità e polemiche, Aldridge per il suo uso dei colori, Hawks per il set-building, Olaf per il suo controllo dell’ illuminazione e dell’ approccio ai concetti e Witkin per la sua morbosità.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Qualche progetto imminente?
Durante i prossimi anni sarò occupato con un Master in Fotografia, dopo di che ho in programma di viaggiare in tutta Europa, insegnare fotografia e di lavorare nel settore della moda. Per tutti i prossimi progetti …  da dove posso cominciare?

Thanks a lot, Vlad.

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6 risposte a Vlad Savin

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