Alda Merini: fiore di poesia.

Nell’ambito della letteratura, soprattutto italiana, sono pochissime purtroppo le donne che troviamo per lo meno citate nelle antologie. Durante gli anni universitari ho avuto la fortuna di conoscere Gaspara Stampa, poetessa italiana del ‘500, petrarchista. Dopo un vuoto di centenni, saltando, per quanto riguarda la narrativa, la nota Morante, appare, ancora quasi sconosciuta, la figura di una donna con un sentire come poche, nonché poetessa, Alda Merini.

Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi

e mette assieme tutti i suoi giorni

in una mano tesa per donare,

in una mano che assolve

perché vede il cuore di Dio.

Ma la città è triste

perché nessuno pensa

che i fiori del Poeta

sbocciano per vivere molto a lungo

per le vie anguste della grazia.

Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”.

Nata, cresciuta e morta, lo scorso anno, a Milano (1931-2009), ella è assai degna di nota. Iniziò a scrivere molto giovane. Conobbe geni della letteratura che la apprezzarono e la stimarono, quali Giorgio Manganelli, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale, ma la sua vita fu segnata da un’esperienza su tutte molto difficile: il manicomio. Venne internata nel manicomio Paolo Pini nel 1965 e ne uscì nel 1972. Negli anni ’80 comincia il periodo più prolifico e gradito per quanto riguarda la produzione poetica e la pubblicazione.

Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

come una trappola da sacrificio,

è quindi venuto il momento di cantare

una esequie al passato.

Alda Merini, da “La Terra Santa”.

Una donna che ha sofferto, che ha tanto amato, una madre, un’amante, un’amica. Profonda nel percepire il mondo circostante e capace di esternare il suo mondo interiore attraverso la parola; non posso non commuovermi di fronte ad alcune liriche pregne di pathos e di vita vissuta, di intensità.

Sono folle di te, amore

che vieni a rintracciare

nei miei trascorsi

questi giocattoli rotti delle mie parole.

Ti faccio dono di tutto

se vuoi,

tanto io sono solo una fanciulla

piena di poesia

e coperta di lacrime salate,

io voglio solo addormentarmi

sulla ripa del cielo stellato

e diventare un dolce vento

di canti d’amore per te.

Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”.

Consiglio a tutti la lettura della raccolta “Fiore di poesia”, a cura di Maria Corti per Einaudi.

Grazie Alda.

Questa voce è stata pubblicata in Art, Books e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...